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Noi e gli altri: ... le proiezioni alla luce del Dialogo
(Franca Errani Civita)
Dallo schermo del cinema a quello della psiche, la proiezione ci mostra un mondo di immagini, storie fantastiche, mostri ed eroi. Armati di un invisibile proiettore che getta la sua luce verso il mondo, ce ne andiamo in giro inconsapevoli, in genere, di questo naturale e automatico meccanismo di contatto con la realtà esterna, che diventa uno schermo sul quale proiettiamo il nostro film : tutto quello che non vogliamo vedere di noi, lo buttiamo là fuori: il mondo brulica di immagini che si attaccano agli altri in questa dinamica universale. Quando proiettiamo e siamo inconsapevoli di questo meccanismo, perdiamo la possibilità di scoprire il nostro tesoro nascosto: il marito proietta il suo lato femminile, emotivo, sensibile, sulla donna: la sua donna interiore è là fuori: se ne è innamorato, si è acceso per lei di mille fuochi: ma, se il meccanismo continua inconsapevole, sarà la moglie a gestire il rapporto emotivo con i figli; sarà la donna a rappresentare un certo tipo di sensualità selvatica - o forse una spiritualità celestiale - e viaggerà, la povera, tra strega-puttana e madonna. Attaccapanni delle energie rinnegate del suo uomo, scomoda nei due estremi, tirata qua e là dentro a un film nel quale la sua verità si perde. E tu, uomo che mi sei accanto? Io donna non voglio riconoscere il mio potere, la mia severità: ti rendo un re Lear, che impone severo la sua legge, un Saturno dal volto inesorabile - mi godo la possibilità di restare fragile e leggera, giocosa e sognante... Ma là, negli uomini del mondo, sta nascosta la forza e il potere che non voglio riconoscermi... Tesori nascosti: energie rinnegate, nel linguaggio del Dialogo. Per fortuna, ci sono momenti in cui riusciamo a vedere gli altri, e il velo che abbiamo buttato vacilla, si screpola, ci mostra altro: un colpo di vento lo alza, e una realtà più ampia si manifesta, in un momento magico e di paura: il mondo vacilla, le mie regole, le mie verità tremano.
Nel Dialogo, le energie con cui ci identifichiamo si chiamano
Voci primarie: sono gli schemi energetici che hanno costituito la nostra protezione, il modo con cui ci siamo mossi nel mondo, che tengono nascoste e richiuse le polarità opposte, le Voci rinnegate. Partendo con molto rispetto dalle Voci primarie con cui siamo identificati, onorando il loro ruolo e il loro tentativo di proteggerci, possiamo poi esplorare le parti opposte, le famose energie che abbiamo lanciato nel mondo: riappropriarci così del tiranno, della strega, del bambino magico, della donna selvaggia, dell’eremita e del cacciatore, della parte spirituale e saggia. Riprendendoci indietro il nostro mondo, ci ritroviamo con più energia, con più saggezza - forse anche con più compassione per noi e per gli altri. Lentamente, qualcosa accade: sappiamo riconoscere le nostre energie, parlare con loro - dire no e sì in modo diverso da prima.
Nel percorso di
riappropriazione di noi stessi i nostri rapporti hanno un ruolo fondamentale. Consapevoli del gioco della proiezione, possiamo salutare nell’altro un maestro: il nostro odio irrazionale o la nostra ammirazione sconfinata sono la spia sapiente che ora sappiamo usare per recuperare il nostro rinnego. Di qui, una regola importante: non soffochiamo il nostro giudizio! E’ uno strumento percettivo di grande utilità, un alleato, se ne impariamo questo significato.
Se mi giudico per giudicare, sopprimerò in me questa emozione e avrò perso un utile, implacabile strumento per il riconoscimento di me
stesso. In più, perso lo strumento, lascerò galleggiare attorno a me le mie energie rinnegate, che si attaccheranno (attività in cui sono maestre) agli altri con la consueta avidità: la cosa importante, allora, non è soffocare il giudizio,
ma riconoscerlo e non fare il suo gioco, non cadere nella sua trappola allettante. La sua prematura scomparsa segna spesso la sua caduta nell’ombra: ci giudicheremo per giudicare, e rinnegheremo questo aspetto dentro di noi. Vero è invece che le persone che giudichiamo, verso le quali proviamo forti reazioni negative, sono rappresentazioni dirette delle nostre energie rinnegate. Così, le persone che ammiriamo, verso le quali proviamo forti sentimenti positivi portano altri aspetti di noi rinnegati.
Quanto più potente è la reazione emozionale, tanto più grande è la potenza dell’energia rinnegata. Questa legge psichica può avere conseguenze immense nel nostro modo di gestire e comprendere le relazioni umane e il meccanismo della proiezione.
Carlo e Ada…
Vediamo un esempio: Carlo è meticoloso, razionale, ordinato, tiene tutto sotto controllo; Ada prende la vita come viene; è molto sentimentale, con una forte sensualità e sessualità: si innamorano delle parti di sé che hanno rinnegato tanto tempo fa. La proiezione può anche prodursi verso un oggetto: Raffaele acquista una vecchia jeep che gli costa una fortuna di manutenzione... Lui è un gran lavoratore, molto serio, una persona di potere. Le sue parti divertenti, leggere, avventurose sono state rinnegate molto presto: il lato avventuroso e hippie si è proiettato sulla jeep. Quando “non possiamo fare a meno” di acquistare un certo oggetto, proviamo a scoprire cosa abbiamo proiettato lì...
Diventando consapevoli di questo meccanismo,
scopriamo che le proiezioni reciproche possono essere fonte di grande ricchezza, perché rappresentano una tendenza naturale verso la crescita, permettendoci di integrare nel nostro percorso questo materiale inconscio.
Vediamo a questo punto le leggi psichiche fondamentali:
1) Per ogni Voce primaria alla quale siamo identificati, esiste una o più Voci rinnegate, di energia uguale ed opposta.
2) Ogni Voce rinnegata è proiettata su un’altra persona o su un oggetto
3) Le persone o gli oggetti che rigettiamo, giudichiamo o odiamo, o, inversamente, poniamo al di sopra di noi, sono rappresentazioni delle nostre Voci rinnegate
4) Come corollario, ogni persona che giudichiamo o ammiriamo rappresenta una fonte potenziale di insegnamento, se sappiamo fare un passo indietro, e vedere come la nostra reazione abbia le sue radici in una o più delle nostre Voci rinnegate.
5) Fino a che una sub-personalità è rinnegata in noi, continueremo ad attirare questa energia nella nostra vita. L’Universo continuerà a metterci davanti a persone di quel tipo, fino a che non comprendiamo il messaggio che c’è lì per noi.
Grazie al concetto di Voci primarie e rinnegate, possiamo risolvere le difficoltà e i conflitti ripetitivi dei rapporti più facilmente. Carlo e Ada sono ancora nella fase magica, dove tutto scintilla di luce nuova: ma, come ben sappiamo, questa fase non dura per sempre... cosa ci accade, dove finisce l’amore?
Dov’è finito l’amore?
Carlo e Ada si sono innamorati, si sentono più liberi e ampi dalla capacità che ha l’amore di farci uscire dalle nostre gabbie. Inizialmente, specie in caso di un rapporto positivo o di un innamoramento, quello che proiettiamo sull’altro è l’aspetto “bello” delle nostre energie rinnegate:
liberati, grazie all’amicizia o all’amore, dalla prigione delle nostre energie primarie ci troviamo, per un certo tempo, in una condizione privilegiata: grazie al contatto con l’altro, abbiamo noi stessi accesso a questi aspetti: se siamo molto attivi, ci troviamo improvvisamente capaci di prendere tempo per osservare un tramonto, passeggiare in un bosco, parlare tranquillamente e a lungo con la persona amata... le priorità cambiano, la morsa del “fare” si allenta... Se siamo molto razionali e pragmatici, possiamo scoprire il piacere della poesia, dell’arte - passioni che il nostro amato ci riporta come un fresco dono. Se siamo trascurati e pigri, possiamo scoprire il piacere di scegliere un vestito, di prenderci cura del nostro corpo, della nostra casa.
Tuttavia questo miracolo non dura in eterno: una caratteristica dei nostri aspetti primari è quella di essere molto potenti e di controllarci con ancora maggior vigore, specie in situazioni di stress - e anche eventi positivi lo sono, per le Voci protettive: un avanzamento di carriera, il fidanzamento o il matrimonio, la nascita di un figlio, un successo di qualsiasi tipo sono comunque, a qualche livello, fonte di ansietà. Le Voci primarie sono in generale conservative e contrarie al cambiamento: ci proteggono in modo automatico secondo i vecchi schemi e l’introduzione del nuovo le spaventa, le rende più rigide e controllanti.
Così, tornando ad Carlo e Ada, immaginiamo che vadano a vivere insieme: nel tempo, lui diventa sempre più come un padre critico verso di lei, più che un compagno e un amante.. Cosa è accaduto? Lo stress del cambio di vita ha portato entrambi i partner di nuovo a
perdersi nelle loro energie primarie, e da lì scatta di nuovo il giudizio
sull’altro! Così, il pittoresco disordine di lei, quella capacità di prendere la vita giorno per giorno, che tanto avevano affascinato Carlo all’inizio, diventano lentamente caos,
imprevedibilità, inaffidabilità... Allo stesso modo, il pragmatismo di lui, la capacità di fare chiarezza e di programmare le cose, che Ada aveva apprezzato come protezione e forza, cominciano a diventare agli occhi di lei ottusità, controllo, giudizio: le sembra di essere tornata a vivere con i suoi genitori, vittima delle continue osservazioni di suo padre sul suo disordine e svagatezza: aveva allora un bel da fare, non arrivava mai a soddisfarlo...
Nel Dialogo, lo schema di interazione dei rapporti si chiama
Dinamica di Vincolo: la si definisce “positiva” quando funziona e scorre senza apparenti frizioni, e “negativa” quando degenera in un conflitto più o meno espresso. L’analisi delle Dinamiche di Vincolo è un tema affascinante e rivelatore, e offre uno strumento straordinario e divertente per uscire dai soliti schemi: che ne sarà di Carlo e Ada?
Sono andati a vivere insieme, e tutta la bellezza dell’innamoramento sembra essersene andata... eppure era così meraviglioso! L’innamoramento è uno dei modi che ci rende possibile uscire dai nostri schemi automatici, e ci mostra il mondo in una luce nuova.
Quando siamo innamorati il nostro Bambino interiore, la parte di noi più vulnerabile ed emotiva, trova modo di sfuggire al controllo, e comincia a guardare furtivamente il mondo che, in questo periodo meraviglioso, sembra sicuro e accogliente, vicino all’amato. Improvvisamente, il mondo frizza di nuove possibilità. Gli alberi e i prati erano sempre stati là, ma noi non li vedevamo. In senso lato, questo innamoramento non è solo quello di coppia, ma può avvenire anche un professore, un terapeuta, il nostro neonato. Il terapeuta ci parla dell’importanza dei sogni, e improvvisamente ci accorgiamo che sogniamo tutte le notti. In un certo senso, il mondo è VERAMENTE nuovo perché lo stiamo osservando attraverso altri occhi. Quando siamo persi nei nostri schemi primari, letteralmente osserviamo il mondo attraverso il loro sistema percettivo: il loro quadro di riferimento, i loro valori erano i nostri. Improvvisamente, le cose cambiano. Questo era accaduto ad Carlo e Ada - -e accade a tutti gli innamorati del mondo: si erano aperti al contatto con le loro energie rinnegate che l’altro portava come specchio. Carlo aveva cominciato ad apprezzare i tramonti e le lunghe passeggiate, scoprendo la sua Voce Romantica, il Poeta dentro di sé; Ada aveva iniziato ad essere più precisa e organizzata, scoprendo il suo Organizzatore interiore...
Lo spuntare delle Voci rinnegate ci porta un doppio dono di energia psichica: all’apparizione di ogni nuova sub-personalità, noi attiviamo delle parti altrettanto rinnegate del cervello, e recuperiamo tutta l’energia psichica che era trattenuta nel mantenere rinnegate quelle Voci. Il rinnego infatti è un processo attivo, che ci ruba molta energia di cui potrebbero giovare altri aspetti della nostra vita.
Nel momento in cui ci innamoriamo, proiettiamo sul partner qualità tutte positive. L’essere amato rappresenta in gran parte quello che noi vorremmo essere. Il fatto di vedere queste qualità nell’altro attiva le medesime sub-personalità in noi, come attraverso una risonanza energetica. All’inizio, non sapevamo che vi era la stessa energia in noi. Possiamo considerarci ingenui, e apprezzare l‘acume del partner; giudicarci paurosi e ammirare il coraggio dell’altro, ecc. Quando questo meccanismo si attiva in una relazione terapeuta/paziente, si parla di TRANSFERT. Si accorda al terapeuta tutta una gamma di qualità, sia inconsce, che rinnegate. Questi doni sono impagabili. Ogni nuova sub-personalità aggiunge piacere, intensità, vitalità e ricchezza alla nostra vita. Spesso però, per nostra sfortuna, confondiamo il
dono con il donatore, e se o quando il rapporto finisce, restituiamo il dono, come pensando che queste qualità non ci appartenessero direttamente.
La comprensione delle Dinamiche di Vincolo ci offre uno strumento eccezionale per creare relazioni più sane e coscienti: per mantenere vivo l’amore, avere fiducia, imparare a comunicare in modo diverso e più ampio. Vediamole più da vicino.
Le dinamiche di vincolo sono l’attivazione di un’interazione Genitore/Figlio tra due persone: cioè la fissazione di una sub-personalità infantile dell’uno sulla sub-personalità parentale dell’altro: questo schema vale per ogni tipo di relazione, non solo amorosa.
Lo schema originario è quello che si attiva nell’infanzia: è naturale, istintivo e inconscio; elemento fondamentale nell’interazione umana, ci dà nutrimento psichico. Le dinamiche di vincolo sottolineano con il loro va-e-vieni i nostri rapporti. Quando sono positive, non danno problemi: una donna può vivere il ruolo di Madre con un’amica che a sua volta vive in questo rapporto il ruolo di Figlia, e possono non sorgere conflitti. Il problema, quando la relazione si stabilisce solo a partire da un’unica sub-personalità, è che manca qualcosa - manca il resto della persona.
Se il rapporto è importante, si comincia a soffocare, anche in una dinamica di vincolo positiva, perchè essa tende a mantenere nascosti gli aspetti negativi del rapporto, che tuttavia, una volta riconosciuti, potrebbero dare un’energia nuova. Quando qualcosa interviene a destabilizzare una dinamica positiva, tutta la negatività rinnegata per anni può scoppiare in modo distruttivo, senza che nessuno delle due persone capisca il perché. Normalmente, l’aspetto problematico di una tale dinamica è percepita chiaramente dagli amici, ma le persone coinvolte sono le ultime a saperlo.
Guardiamo lo schema:
Genitore
Figlio

Figlia
Madre
l’aspetto Genitore di uno dei due partner si lega all’aspetto Figlio dell’altro (asse G-F), mentre l’aspetto Genitore del secondo si lega all’aspetto Figlio del primo (asse G’-F’). Questo schema mostra l’assetto fondamentale della dinamica dei rapporti, prima di una presa di
coscienza. E’ uno schema naturale e tentare di eliminarlo è inutile, impossibile e inopportuno: questi schemi racchiudono molta energia, ci riscaldano e ci nutrono. Tuttavia, se non se ne ha coscienza, finiscono regolarmente per diventare negativi.
Che cosa attiva una dinamica di vincolo negativa?
1) L’accensione è nella vulnerabilità inferta al Bambino Interiore: i suoi sentimenti sono stati feriti; si sente abbandonato, in pericolo, escluso; è stanco o ha fame. Quando la persona ignora questi sentimenti, rinnega la sua vulnerabilità e si proietta in una Voce di potere.
2) L’altro carburante della dinamica sono le Voci rinnegate in azione tra le due persone. Le sub-personalità rinnegate di cui siamo portatori l’uno per l’altro sono il fondamento di gran parte della passione che caratterizza le dinamiche di vincolo negative.
3) Le sub-personalità effettivamente implicate nella dinamica (gli “attori”) sono gli aspetti Genitore e Figlio, secondo lo schema visto sopra.
Vediamo un esempio della coppia che ci accompagna: Carlo e Ada. Al mattino hanno concordato di uscire a cena, la sera. Carlo arriva a casa stanco: ha avuto una giornata difficile, si sente a disagio. Tuttavia, essendo identificato con aspetti di responsabilità che onorano ogni impegno, e non sapendo niente della sua vulnerabilità, non dice nulla, anzi, decide di guidare lui - il ristorante è lontano. In auto, chiede ad Ada della sua giornata, ma il suo tono è già irritato, e diventa ancora più censorio quando lei racconta che ha pranzato con un’amica che non vedeva da tempo, e ha passato il pomeriggio con lei; è un Padre Giudicante quello che dice con stizza: “Hai sprecato davvero un sacco di tempo, scommetto che non hai ancora messo a posto quello che ti ho chiesto ieri!”. Il colpo è partito. La serata è rovinata. Cosa accade? Usiamo il riferimento delle leggi esposte prima: Carlo non ha contatto con la sua vulnerabilità (avrebbe altrimenti sentito di essere stanco e teso). Questo Bambino rinnegato si è legato ad Ada, aspettando da lei le cure, ma essendo appunto rinnegato, è il Padre Critico che parla (sono gli aspetti genitore/figlio che “gestiscono” la dinamica). Inoltre, al di sotto, vibrano gli aspetti rinnegati di lui - la maggior leggerezza, la capacità di prendere tempo e spazio per sé, che Ada gli porta e che lui giudica come egoismo, frivolezza, irresponsabilità.
La consapevolezza della propria vulnerabilità avrebbe permesso ad Carlo scelte diverse: avrebbe potuto chiedere a lei di guidare, o proporre un ristorante più vicino, o usare il tempo di intimità in auto per parlare della sua stanchezza: in questo modo si sarebbe lui preso cura del suo Bambino
Vulnerabile. E’ questa la vera via di accesso al potere: prendersi cura del proprio Bambino attraverso la nostra consapevolezza. Non siamo più obbligati a fondarci solo sul sistema protettivo delle nostre Voci Primarie e non scarichiamo sugli altri i suoi bisogni.
E’ fondamentale capire che tocca ad ognuno di noi prenderci carico come Genitori del nostro Bambino: non possiamo vivere dei rapporti profondi se noi non accordiamo alla NOSTRA vulnerabilità l’attenzione adeguata. Infatti, ci vuole un Adulto per gestire e prendersi cura del Bambino Interiore; contattarlo non significa dare libero corso a tutti i suoi bisogni: questo non è più valido del rinnego precedente. Altrimenti, ci si trova nella stessa condizione di un genitore che, davanti a un bambino in lacrime, si identifica e si mette a piangere con lui. Allo stesso modo, non dobbiamo autorizzarlo a tirannizzare noi e gli altri.
Nulla può mettere fine alle dinamiche di vincolo: tuttavia la consapevolezza può modificarle e imparare ad utilizzarle costruttivamente per la nostra crescita personale e per il rapporto. Non meno importante, impareremo a osservare con maggior senso dell’umorismo la penosa sofferenza che le dinamiche di vincolo negative si tirano dietro.
E’ dopo lo sviluppo dell’avvenimento che si sviluppa questa consapevolezza, non
prima. Ci è necessario prima vivere le cose, e
poi passare alla percezione lucida.
Se noi cerchiamo di invertire quest’ordine, uccidiamo le nostre
passioni. In una dinamiche di vincolo potente, è possibile che gli interessati urlino, piangano, o stiano in un silenzio glaciale: tutto questo è perfettamente naturale e inevitabile. Dopo possiamo separarci e determinare quali meccanismi l’hanno attivata. Con il tempo, tuttavia, la nostra consapevolezza entra in gioco più presto, a vantaggio di una maggiore libertà d’azione e di una influenza più importante su ciò che ci accade.
Per approfondire:
Hal e Sidra
Stone, Tu e Io, edizioni MIR
Hal e Sidra
Stone, La coppia viva, edizioni Crisalide
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